07/08/2022
La prima compravendita immobiliare in Bitcoin

La prima compravendita immobiliare in bitcoin in Italia

È stata a Torino la prima compravendita digitale, in bitcoin, di una casa. Si trattava del 2018, dopo quella data numerosi altri paesi hanno preso esempio e hanno cominciato a permettere l’acquisto di immobili grazie al boss delle criptovalute. L’acquisto è avvenuto proprio come una qualunque compravendita, alla presenza del notaio, e ovviamente l’atto è stato adattato alla necessità del caso. Ma come si fanno gli atti notarili per gli acquisti in criptovalute? È conveniente in Italia pensare al mercato immobiliare in termini di criptovalute? Quali sono i rischi, le peculiarità e le differenze? Ne parliamo insieme nei prossimi paragrafi.

Criptovalute: il primo atto notarile, differenze e particolarità

Il notaio che ha presieduto all’atto di cessione dell’immobile del primo acquisto a Torino, in bitcoin, si chiama Remo Morone. Egli ci ha rivelato ben presto come sono andate le cose, svelando i numerosi dubbi che ruotano intorno al mondo delle crypto e alla compravendita di immobili. Le principali difficoltà riscontrate sono state relative alla struttura formale dell’atto, in quanto in Italia ancora non c’è una normativa che si occupi della regolarizzazione di tale operazione ad hoc. Principalmente, le difficoltà riguardano:

– l’importazione dell’atto notarile in sé; poiché per quanto riguarda le criptovalute è difficile stabilire se siano da trattare quali ‘beni’ (dunque l’intera operazione andrebbe considerata uno scambio bene-immobile), oppure una valuta estera; in tal caso cambia la tassazione dello scambio. – l’assicurazione della disponibilità dell’importo verso il venditore, per assicurare la correttezza e trasparenza del compratore; essendo le bitcoin infatti coperte dal meccanismo della blockchain è sempre difficile avere una certezza di disponibilità immediata. – altro punto cruciale e interessante è il tentativo e la necessità di superare alcune difficoltà burocratiche come il divieto di transazioni in contanti: le criptovalute vanno considerate contanti o transazioni virtuali? Certamente diremmo denaro virtuale, ma non è facile garantirlo burocraticamente. – definire il tracciamento dell’intero pagamento non è così scontato. Le criptovalute possiedono l’hash delle chiavi pubbliche nonché un blocco sul meccanismo della blockchain. Il tracciamento delle operazioni di pagamento, pertanto, è reso difficoltoso da tutto questo.

Come pagare in criptovalute un immobile?

Bisogna innanzitutto assicurarsi che il venditore sia d’accordo. In Italia, dal primo caso di Torino, sono disponibili numerosi annunci di venditori che accettano acquisti e pagamenti in criptovalute, potrete trovarli in molti siti online di vendita di immobili. Ovviamente, in Italia il processo non è affatto immediato: bisogna dire, però, che la libertà di cui gode questa pratica, per via della sua innovatività, è una medaglia a due facce. Da un lato garantisce estrema libertà poiché deve essere disciplinata da un accordo tra le parti: infatti, come recita la Legge, i Bitcoin possono essere utilizzati come forma di pagamento per qualunque bene a patto che ci sia un accordo tra le parti. D’altro canto, però, una lenta e inesistente giurisdizione sull’argomento non rende meno difficoltoso comprendere quando e dove si tratti di una truffa. La normativa che ha rassicurato la liceità delle vendite e acquisti dei beni in criptovalute in Italia è una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la numero 72/E del 2/09/2016; tuttavia, il nostro Paese necessita ancora di una relativa chiarificazione che metta al sicuro venditore e acquirente. Ancora oggi, vista la fragilità del mercato dei bitcoin, gli esperti consigliano di andare con i piedi di piombo, soprattutto quando si parla dell’acquisto di immobili di tale importanza. Per questo motivo, in Italia va per ma maggiore ancora l’affitto. Se vuoi avere maggiori informazioni, consulta il seguente link per affitti a Pavia: https://www.offrocasa.com/affitti-pavia.html