Terapia fotodinamica antimicrobica per il trattamento delle malattie parodontali

La terapia fotodinamica antimicrobica è utile alla cura della perimplantite e della parodontite. Questo è ciò che dimostra un recente studio condotto da ricercatori italiani. La ricerca ha preso in esame 30 soggetti tra i 36 e i 61 anni divisi in modo casuale in due gruppi, uno di test in cui è stata somministrata la terapia fotodinamica e uno di controllo in cui le cure si sono limitate ai metodi classici.

Lo studio ha evidenziato come il FMBS, ovvero l’indice di sanguinamento, nel gruppo di test è migliorato scendendo al 16% mentre in quello di controllo si è fermato al 22%. Questo e altri risultati hanno permesso di concludere che la terapia fotodinamica antimicrobica è una buona tecnica complementare da affiancare alle terapie convenzionali per la cura di parodontite e perimplantite. Abbiamo chiesto un parere anche al Dottor Gola che opera come dentista a Pavia, per capire se anche nella sua esperienza clinica questa è una condizione che si verifica. Questo odontoiatra esperto ci ha spiegato anche come funziona la terapia fotodinamica antimicrobica.

Terapia fotodinamica antimicrobica: come funziona

La terapia fotodinamica antimicrobica prevede che venga applicata nella bocca del paziente una sostanza cromofora. Quest’ultima, per le sue caratteristiche, si illumina nelle zone del cavo orale in cui sono ancora presenti dei batteri patogeni. Grazie al trattamento con luce laser è poi possibile attivare la sostanza cromofora che libererà ossigeno eliminando i suddetti batteri.

L’utilizzo di questa terapia come processo complementare alle procedure classiche comporta numerosi vantaggi, tra cui:

  • Una bonifica delle tasche gengivali prossima al 100%. Ciò non dà la possibilità ai batteri patogeni di riprodursi nuovamente e rigenerare quindi l’infezione.
  • E’ una procedura indolore, che non necessita di anestesia locale del paziente.
  • Evita l’assunzione di farmaci antibiotici, salvaguardando anche lo stomaco dal doverli processare.
  • Grazie anche all’utilizzo del microscopio, il laser permette di escludere l’intervento di microchirurgia (levigatura radicolare a cielo aperto) evitando quindi anche punti di sutura e stress post operatorio ai tessuti e al paziente.

Il connubio tra il curettage manuale con scalers e ablatori e la terapia fotodinamica antimicrobica assicura il più alto livello di pulizia dentale e gengivale eliminando le infezioni provocate dalla perimplantite e dalla parodontite.

Perimplantite e parodontite: come curarle

Perimplantite e parodontite sono due malattie infiammatorie della bocca che si sviluppano per il proliferare di colonie di batteri patogeni. La causa principale del loro insorgere è dunque la scarsa igiene orale. La perimplantite colpisce i tessuti intorno a un impianto dentale e, se trascurata, porta alla perdita dell’osso che lo sostiene con la conseguente caduta dell’impianto. I sintomi della perimplantite sono per lo più indolori: i più comuni sono un diverso colore della gengiva nei pressi dell’impianto e sanguinamenti frequenti. A questo stadio l’infezione è ancora del tutto reversibile, ma se si inizia a provare dolore in fase di masticazione o si percepisce l’instabilità dell’impianto ormai anche l’osso è stato danneggiato.

La parodontite interessa invece le pareti gengivali in generale. I sintomi e le cause sono i medesimi della perimplantite. La parodontite si manifesta con la creazione di “tasche parodontali” che espongono la radice del dente e creano spazio tra esso e la gengiva. Queste sacche diventano nel tempo ricettacolo di batteri patogeni che erodono sempre più il dente, la gengiva e l’osso che li sostiene.

Come curare le malattie parodontali?

Il metodo migliore oggi è la combinazione di pulizie profonde professionali con la terapia fotodinamica antibatterica. La pulizia è effettuata dal dentista attraverso strumenti manuali come gli scalers e strumenti ad ultrasuoni come l’ablatore. Questo passaggio è fondamentale per l’eliminazione di un’ampia percentuale di placca e batteri.

La cura va poi conclusa con la terapia fotodinamica. Grazie all’intervento di una sostanza cromofora, si individuano i batteri rimasti e si possono eliminare facilmente tramite il laser. Questo ultimo step permette di assicurarsi che non ci siano patogeni residui e che l’infezione sia stata debellata al 100%.

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