26/09/2022
Cos'è la frantumazione degli inerti e come viene effettuata

Cos’è la frantumazione degli inerti e come viene effettuata

Tutte le macerie che si creano durante i lavori di costruzione o di demolizione prendono il nome di inerti e rientrano nella categoria dei rifiuti speciali.

Ciò spiega il perché le attività di smaltimento si espletano tramite specifici impianti per la frantumazione, così come dispone la legge.

Come spiegato in questa pagina dedicata alla frantumazione, la legge in questione è il Decreto Legislativo n. 152/2006, il quale stabilisce che lo smaltimento degli inerti spetta alla ditta o al privato che ha creato le macerie.

Quando si parla di inerti, quindi, ci si riferisce a tutti quei materiali che sono diventati inoperosi e non possono essere trasformati a livello fisico, chimico o biologico. Rientrano in questa categoria l’intonaco, la sabbia, i calcinacci, il cemento armato o meno e tutti i materiali di scarto che derivano dall’attività edile e non biodegradabili.

Gli inerti possono essere impiegati nuovamente  per scopi diversi, sempre però nell’ambito edile. Da questi scarti si può ricavare del materiale nuovo, invece di buttarli e lasciarli a inquinare l’ambiente. Se lo smaltimento di tali rifiuti non avviene secondo quanto stabilisce la legge, la ditta preposta può andare incontro a salatissime multe.

Differenze tra impianti di frantumazione fissi e mobili

Gli impianti di frantumazione fissi si occupano di smaltire quantità elevate di rifiuti edili, la quale viene definita “frantumazione primaria”. Tra i materiali utilizzati ci sono le macchine per lo stoccaggio e la selezione e i nastri trasportatori.

È anche presente una tramoggia di carico, un vaglio sgrossatore oppure una griglia a dischi, un frantumatore e un alimentatore. Ognuno dei macchinari citati viene utilizzato soltanto quando necessita il suo intervento. Il macchinario più importante è il frantoio.

Invece, rispetto a quelli fissi, gli impianti di frantumazione mobili sono più moderni e permettono alle imprese di riciclare e smaltire vari generi di materiale in pochissimo tempo. Per quanto riguarda il termine mobili, indica che questi macchinari possono essere spostati dentro lo stesso cantiere.

Lo smaltimento o la rigenerazione del materiale edile viene portato avanti da macchinari veramente grandiosi come i frantoi.

Di solito gli inerti sono composti da grandi rocce introdotte all’interno di un impianto di frantumazione. A seconda della tipologia di lavoro, sono presenti quelli adatti per il riciclo, quelli a urto, quelli a mascelle e altri.

Un impianto di smaltimento mobile è vantaggioso per diversi motivi, ma il vantaggio principale è la possibilità di essere spostato.

Inoltre, con i macchinari mobili, le tempistiche sono estremamente più brevi e, in caso di guasto, possono essere facilmente portati a un’officina esperta in questo tipo di riparazioni.

Le varie tipologie di frantoi

Un frantoio a mascelle riesce a estrarre diverse tipologie di rocce e a frantumarle con estrema facilità. Questa tipologia di macchinario è l’ideale nella cave.

Gli inerti vengono triturati dentro il macchinario, esattamente tra la mascella fissa e quella che viene mossa dall’albero motore. Le macerie vengono frantumate da un movimento ellittico e vanno a finire in una fessura di frantumazione quando hanno raggiunto la grandezza ideale.

Un’altra tipologia di frantoio è quello a cono, che viene utilizzato per frantumare pietre abrasive e semidure, nonché per trattare alcuni materiali particolari durante le operazioni di estrazione.

Dagli inerti questo frantoio crea una pezzatura cubica, la quale rientra pienamente nei dettami che la legge enuncia in materia di smaltimento rifiuti speciali. La compressione è ciò che provoca la triturazione, che avviene tra il cono e la fodera.