Come estinguere i debiti in modo legale

Accumulare troppi debiti e non riuscire più a pagarli è una situazione terribile che purtroppo ormai tantissime persone si ritrovano a dover fronteggiare.

Mutui, prestiti finalizzati o personali, debiti con fornitori o con il fisco. Queste e tante altre tipologie di debiti in sofferenza rappresentano un grave problema non solo di natura economica ma anche sociale.

Infatti il disagio psicologico e sociale che non riuscire più a pagare gli impegni presi in precedenza comporta è enorme.

Proprio per questo motivo il Governo italiano ha introdotto negli ultimi anni diverse normative in grado di aiutare proprio chi si trova in questa situazione arrivando a ridurre l’importo del debito.

Il fine ultimo di tutti gli strumenti che andremo brevemente ad anlizzare nel corso dell’articolo hanno come fine ultimo quello di ridurre anche in modo drastico l’importo dei debiti per renderli più adeguati alle finanze del soggetto debitore.

Quali sono i sistemi per liberarsi dai debiti

Prima di proseguire e conoscere quali sono i due strumenti principali che permettono di estinguere i debiti è utile fare una puntualizzazione molto importante.

In questi casi affidarsi al fai da te non è mai una soluzione saggia.

La scelta migliore è sempre affidarsi ad uno studio di consulenza legale specializzato proprio in gestione delle crisi di debito. Questi esperti hanno a che fare ogni giorno con casi di persone sovraindebitate, sono quindi abituati a trattare con i creditori e conoscono alla perfezione le normative che applicano alla lettera.

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Leggi quindi con attenzione le informazioni che trovi di seguito ma utilizzale semplicemente per avere un quadro più chiaro delle normative di riferimento in materia di sovraindebitamento.

Se pensi di applicarle in modo autonomo sei fuori strada.

Ovviamente assumere un consulente ha un costo ma il più delle volte questa spesa è ben ripagata con sconti sul debito iniziale che possono arrivare anche al 80% del debito contratto in origine.

La legge sul sovraindebitamento

Il primo strumento normativo da conoscere in tema di gestione delle crisi di debito è senza ombra di dubbio la Legge sul sovraindebitamento o Legge 3 del 2012, nota anche come Legge salva suicidi.

Si tratta di uno strumento importantissimo perché attraverso diverse procedure, ognuna adatta a soggetti differenti ( ad esempio privati o imprese), permette di abbassare l’importo del debito contratto in origine così da adattarlo alle proprie disponibilità economiche attuali.

Spesso le situazioni da sovraindebitamento sono proprio legate a cambiamenti improvvisi ed radicali delle proprie entrate finanziarie.

Poniamo il caso di un padre di famiglia che contrae un prestito nel momento in cui percepisce un reddito da lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Se improvvisamente l’azienda presso cui è assunto chiude i battenti, questa persona si ritrova inevitabilmente in una grave situazione di sovraindebitamento perché i debiti contratti superano le sue entrate.

Un buon consulente, quindi, riuscirà a far abbassare l’importo del debito per renderlo accessibile alla nuova situazione finanziaria del debitore.

Il saldo e stralcio

Il saldo e stralcio è un’altra procedura preziosa per chi ha contratto debiti con banche, finanziarie, privati o fisco.

L’obiettivo è sempre quello di trovare un accordo con i creditori e ricalcolare l’importo del debito per adeguarlo alle disponibilità del debitore.

A differenza della legge sul sovraindebitamento, che prevede 3 procedure diverse, per il saldo e stralcio il funzionamento è più o meno sempre lo stesso.

In via generale per ottenere i vantaggi del saldo e stralcio il debitore deve essere in grado di versare al creditore il nuovo importo pattuito in un’unica rata.

Spesso però questa regola viene in qualche modo edulcorata.

Infatti il più delle volte l’accordo con saldo e stralcio prevede il pagamento del debito in più rate, che possono arrivare anche a 28.

Ovviamente bisogna fare molta attenzione a non ritardare nel pagamento delle rate del saldo e stralcio perché in quel caso la situazione potrebbe complicarsi arrivando a ricevere azioni esecutive come il pignoramento o l’ipoteca.

In questi casi è bene non sgarrare e cercare prima di tutto di liberarsi del debito, il cui importo è stato già ridotto, per tornare finalmente a vivere sereni e spensierati.

Perché i debitori accettano somme inferiori a quelle inizialmente pattuite?

Arrivati a questo punto è lecito chiedersi il motivo per cui un creditore dovrebbe accettare di ricevere una somma inferiore rispetto a quella inizialmente pattuita.

In situazioni molto gravi di indebitamento, qualsiasi tipologia di creditore (banche o privati) rischia di non incassare nemmeno un centesimo proprio perché il debitore non può materialmente adempiere al pagamento per via del sovraindebitamento.

Ecco allora che il creditore, pur di non rischiare di rimanere completamente a mani vuote, accetta anche un importo minore al fine di salvare il salvabile.

Attenzione però che esistono tante situazioni in cui i creditori rifiutano di accettare un simile accordo (ciò avviene soprattutto col saldo e stralcio). Ciò avviene quando il debitore ha beni mobili o immobili di proprietà che possono essere pignorati o ipotecati, su cui il creditore può rivalersi per soddisfare il credito.

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